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L’anatra, la morte e il tulipano

Franceschini // Droste & Co. (Berlino) e compagnia tardito/rendina (Torino), Associazione Sosta Palmizi (Cortona)

LAVANDERIA A VAPORE - Collegno
martedì 14 marzo 2017 ore 10:30

Quella dell’incontro fra l’anatra e la morte è una storia dal finale inevitabile, ma inaspettatamente divertente e leggera. In fondo racconta una cosa semplice, e cioè che la morte ci accompagna fin da quando siamo in vita e che comprenderlo ci aiuta a non averne paura, a sentirci meno soli e magari anche a vivere più consciamente.
La strana e inaspettata amicizia fra l’anatra e la morte viene narrata in primo luogo attraverso un linguaggio coreografico, grazie ai corpi e le movenze, ma anche alle voci di Aldo Rendina e Federica Tardito. Un duetto teatrale stralunato, buffo e poetico che sul palco trova la sua ideale corrispondenza musicale nell’inusuale abbinamento fra fagotto e violoncello. Nonostante le immagini di scenografica violenza che quotidianamente accompagnano i nostri figli nei diversi media, la morte sembra essere rimasta uno degli ultimi veri tabù della nostra società. Nella cultura occidentale la fine dell’esistenza è un tema che viene o sublimato, e così reso innocuo (attraverso la crudeltà più eclatante, la follia omicida, il trionfo giustizialista e l’apocalisse incombente), o semplicemente rimosso. Crediamo fermamente che questa non sia la strada giusta da perseguire e che la scuola possa svolgere un ruolo importante per cambiare rotta. La classe, il gruppo, coadiuvati da una guida pedagogica, offrono un luogo ideale, sicuro, dove i bambini possono trovare tempo e spazio per approcciarsi adeguatamente a un tema che prima o poi saranno costretti ad affrontare in ogni caso. L’ineluttabilità della nostra fine è difficile da accettare. Questo è innegabile. Ed è forse per questo che noi adulti cerchiamo di preservare i più giovani (e in fondo noi stessi) dal tema della morte e dai sentimenti di fastidio e timore che ne conseguono. Abbiamo paura, quasi ribrezzo. L’idea della nostra fine o di quella dei nostri cari ci spaventa così tanto che facciamo finta che non esista. Per i bambini, ma anche per i ragazzi, è così estremamente raro avere la possibilità di avvicinarsi a questa tematica in maniera serena, pacata, priva di preconcetti. Potendo, non lasciamo mai entrare la morte nelle nostre abitazioni, ma la facciamo accomodare da qualche altra parte, negli ospedali, nelle cliniche o negli ospizi. Pure per questo i nostri figli la vivono come qualcosa di estraneo, da nascondere, quasi come qualcosa di cui vergognarsi. Nel momento del lutto, per noi adulti è spesso difficile far partecipare i bambini o i ragazzi con naturalezza. In questi casi, magari, cerchiamo istintivamente di difenderli, allontanandoli, escludendoli e incrementando così quell’incomprensione che alimenta l’angoscia più di qualsiasi altra cosa e che finisce per rendere la morte ancora più inquietante. C’è sicuramente un modo più rilassato, più naturale di approcciarsi al mistero della morte. Forse siamo noi adulti a poterlo imparare dai bambini, aiutandoli poi a preservarlo. A partire dai 6-7 anni sono in grado di comprendere cosa significhi il fatto che una persona o un animale scompaia definitivamente. La loro curiosità per la morte è data, è evidente, ma il loro approccio è ancora privo di quella angoscia, di quella paura che invece caratterizza spesso quello di noi adulti. Sono pieni di domande, di quesiti, di fantasie. Aiutiamoli a formularli, a crearsi un immaginario proprio, senza averne paura. Per la scuola, per le famiglie e anche per noi che facciamo teatro è una grande occasione.

Tutte le date:

LAVANDERIA A VAPORE

Corso Pastrengo, 51
Collegno, TO 10093 Italia

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Biglietto unico 5 €