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MEDEA

TEATRO CIVICO DI VERCELLI - Vercelli
venerdì 10 novembre ore 21:00

“Io non interpreto una donna, sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso” afferma Branciaroli, di nuovo protagonista della storica edizione di “MEDEA” diretta da Luca Ronconi nel 1996 e riallestita in questa occasione da Daniele Salvo.  Se generalmente le letture in chiave psicologica di Medea portano a considerare questo personaggio come il prototipo dell’eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l’amore per i propri figli, mentre quelle sociologiche tendono a trasformarla in una sorta di precorritrice del movimento femminista, in questa versione rivoluzionaria Medea è l’emblema della minaccia impersonata da uno straniero, che approda in una terra che si vanta di avere il primato della civiltà. “La sua non è una tragedia della femminilità,” afferma Ronconi “ma della diversità.” È per questo suo essere una creatura misteriosa che può anche essere interpretata da un uomo, poiché Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Se ci rimettiamo nei panni del pubblico greco, vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli: ‘Medea dallo sguardo di toro’, come viene definita all’inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro. La femminilità è la sua maschera per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cascare sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone. Ma la maschera di Medea in quanto donna, quella cadrà davanti alla presenza del pubblico, spettatore-testimone di una forza distruttrice.

 

TEATRO CIVICO DI VERCELLI

Via Monte di Pietà, 15
Vercelli, 13100 Italia

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