15 – 21 ottobre
19 novembre – 1 dicembre

Concept e Creazione: Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti

Coreografia : Silvia Gribaudi in collaborazione con Siro Guglielmi, Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo.

Performer : Siro Guglielmi, Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo

Luci : Antonio Rinaldi
Collaboratori artistici : Chiara Frigo, Giulia Galvan, Francesca Albanese, Matteo Maffesanti, Giovanna Garzotto e Roberto Canziani.

Produzione Zebra

In collaborazione con: Klap – Maison Pour la danse Marsiglia, CSC- Scena per la scena contemporanea Bassano del Grappa.

ResiDanceXL 2018 progetto di residenza è condiviso da Armunia – Centro di residenza artistica di Castiglioncello, Fondazione Piemonte dal Vivo – Centro Regionale Multidisciplinare e L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino.

Residenza presso ARTEFICI – Artisti Associati di Gorizia

Progetto vincitore dell’azione CollaborAction#4 2018/2019 – azione del Network Anticorpi XL, in collaborazione con festival, rassegne e stagioni a cura di Anticorpi, Ater, Interplay, Piemonte Dal Vivo, Amat, Arteven, Artedanzae20, Teatro Pubblico Pugliese, Teatro Comunale di Vicenza, C.L.A.P.Spettacolodalvivo,  Armunia, FTS Onlus.

 

Come e in quanti modi si possono interpretare “Le tre Grazie” oggi?

“Graces” è un progetto di performance ispirato alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817.

L’ispirazione è mitologica. Le 3 figlie di Zeus: Aglaia, Eufrosine, e Talia, erano creature divine che diffondevano splendore, gioia e prosperità. Negli ultimi 10 anni Silvia Gribaudi si è interrogata sugli stereotipi di genere, sull’identità del femminile e sul concetto di virtuosismo nella danza e nel vivere quotidiano, andando oltre la forma apparente, cercando la leggerezza, l’ironia e lo humour nelle trasformazioni fisiche, nell’invecchiamento e nell’ammorbidirsi dei corpi in dialogo col tempo.

In questo caso sono in scena 3 corpi maschili, 3 danzatori dentro ad un’opera scultorea che simboleggia la bellezza in un viaggio di abilità e tecnica che li porta in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto, dove il maschile e il femminile si incontrano, lontano da stereotipi e ruoli, liberi, danzando il ritmo stesso della natura.

Silva Gribaudi ama definirsi “autrice del corpo” perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte con una comicità diretta, crudele ed empatica in cui non ci sono confini fra danza, teatro e performing arts. Lo sguardo ironico e autoironico ci invita a riflettere sulla necessità di una nuova levità inclusiva che abbracci ogni essere senziente nel suo attraversare il mondo.

Il dialogo con il pubblico riorienta il lavoro nella sua direzione poetica e, durante la residenza, le comunità del territorio si confrontano con i temi della bellezza e della grazia.

 

 

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