Si rinnova anche quest’anno la collaborazione tra Piemonte dal Vivo e The Others, la principale fiera indipendente italiana dedicata alle più recenti tendenze artistiche internazionali, con focus specifico sulle ultime generazioni: la cornice dell’ex-ospedale militare A. Riberi di Torino, nella serata di Ognissanti, ospita infatti quattro coreografie appositamente selezionate per l’occasione. Da Elisabetta Consonni a Salvo Lombardo, da Fabrizio Favale a Dagmar Dachauer.

Presente alla fiera anche il progetto re-FLOW di COORPI, membro del Raggruppamento Temporaneo di Organismi coinvolti nella governance della Lavanderia a Vapore di Collegno, di cui è capofila Piemonte dal Vivo. Il 31 ottobre, sempre nel medesimo luogo, andrà in scena la prima nazionale dell’opera transmediale che lega danza e intelligenza artificiale, ispirata ai flussi migratori e già presentata in forma di studio durante l’OPEN LAV dello scorso 21 settembre.


Ecco il programma dettagliato delle due serate:

31 OTTOBRE 2019
ore 20.30
re-FLOW
direzione artistica e coreografia Chrysanthi Badeka
direzione sistemi interattivi Emanuele Lomello
produttore esecutivo Lucia Carolina De Rienzo
ricerca e sviluppo Chrysanthi Badeka, Vincenzo Cuccia, Emanuele Lomello, Simone Sarasso, Guido Tattoni, Erato Tzvara – drammaturga applicata ai New Media Erato Tzavara
sound design Guido Tattoni – visual design Nima Gazestani
motion capture Samuele Cigardi – documentazione video Vincenzo Cuccia – storytelling Simone Sarasso
performer Maria Carpaneto, Francesco Dalmasso, Elisa D’Amico, Gloria Dorliguzzo,  Caterina Genta, Edoardo Mozzanega, Francesca Saraullo, Marta G.Tabacco
e con Laura Caspani, Rosa Cerri, Sofia Chiarelli, Giorgio Colombero, Vanessa De Petris, Mattia Gennaro, Jenny Gotta, Ilaria Lillo, Patrizia Longo Vaschetti, Marzia Magnanini, Sara Mancino, Francesca Ostorero, Maria Elena Seidenari
production manager Valeria Palma | web&social media manager Laura Cappelli
un progetto di COORPI, realizzato in collaborazione con NABA (Milano) e Belleville ngo (Atene) con il sostegno di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ORA! Produzioni di cultura contemporanea” e di Mibac e SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Per Chi Crea”, con il contributo di Regione Piemonte, TAP – Torino Arti Performative e Fondazione Piemonte dal Vivo e in partnership con TFF – Torino Film Festival, FCTP – Film Commission Torino Piemonte, SYS – SeeYouSound International Music Festival, Torinodanza Festival, AVDP – Athens Video Dance Project, Associazione Augenblick (Genova)
re-FLOW è una performance che lega corpi e macchine; un’opera che trasforma battiti, fiato, sudore e storie in suoni e videoproiezioni in tempo reale, mappandoli direttamente sulle pulsazioni e sui movimenti dei performer e del pubblico. L’atto performativo è ispirato dal flusso dei migranti del pianeta, dalle rotte che da sempre graffiano il planisfero dal Sud al Nord del mondo. E diventa flusso di muscoli, parole, pulsazioni: la trasmigrazione, la mutazione e l’interpretazione algoritmica sono il perno della ricerca artistica e tecnologica del progetto che fonde insieme coreografia, videografia, arti visive e plastiche, robotica e software interattivi.

1° NOVEMBRE 2019
ore 20.30
IL SECONDO PARADOSSO DI ZENONE
di e con Elisabetta Consonni
L’opera, liberamente ispirata al paradosso matematico di Achille e della tartaruga, è un lentissimo attraversamento spaziale da parte di un’astronauta, camminatrice in slow motion per eccellenza. Il tragitto lega un punto geografico ad un altro con un costante e lento movimento: la performance è una celebrazione dell’attesa, una forma di resistenza contro i ritmi serrati imposti dal sistema. Una presa di coscienza del fatto che, anche se lento, un movimento può sempre portare ad un traguardo, il quale però non viene investito dell’urgenza di una corsa proiettata verso la fine.

 

ore 21.30
ARGON – Vincitore DANZA URBANA XL 2019
coreografia e regia Fabrizio Favale – con Daniele Bianco, Vincenzo Cappuccio, Andrea Del Bianco, Fabrizio Favale, Francesco Leone, Mirko Paparusso, Danilo Smedile
set First Rose – video Anna de Manincor | ZimmerFrei – suono Massimo Carozzi | ZimmerFrei
produzione KLm – Kinkaleri / Le Supplici / mk / ZimmerFrei – coproduzione Museion / Bolzano Danza
Questo lavoro parte dall’esplorazione dei concetti di stato della materia (aeriforme, solido, liquido, plasma) fino ad approdare a invenzioni di paesaggi dell’immaginario dove si intravedono profili, creature, uomini, storie. In Argon questo processo di indagine viene trasposto in danza, nel tentativo di rivelare quale tipo di emozioni e relazioni tale ricerca può generare. Il nome “Argo” allude in effetti a molte cose: è al tempo stesso tempo un elemento chimico gassoso leggerissimo, ma anche un’antica città greca; è la nave degli Argonauti e il nome del cane di Ulisse.

ore 22.15
WIE SOLL ICH DAS ERKLÄREN
coreografia e performance Dagmar Dachauer
produzione Umfug e Plesni Teater Ljubljana
Wie soll ich das erklären è un estratto del solo Wunderbare Jahre, coprodotto da Umfug (Austria) e Plesni Teater Ljubljana (Slovenia), che ha vinto il 1° premio al Festival per miniature coreografiche a Belgrado nel 2016 e il premio del pubblico per la rassegna Solocoreografico 2019. Nel suo solo, Dagmar esplora scherzosamente il valzer viennese e le sue origini. Wie soll ich das erklären è una riflessione personale e umoristica sulla nozione grottesca e ambigua della nostalgia e dell’orgoglio nazionale, tra reminiscenze degli anni d’oro di Vienna e un’epoca che non è mai esistita.

ore 22.45
OPACITY #1 (performance in due capitoli)
ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo
performance Daria Greco e Salvo Lombardo
musiche Fabrizio Alviti, Giuseppe Verdi – consulenza culturale Viviana Gravano
produzione Chiasma, Roma con il sostegno di MiBACT e in collaborazione con Versiliadanza, Firenze; Spellbound Contemporary Ballet, Roma; ACS Abruzzo; Triangolo Scaleno Teatro
Le performance contenute in Opacity#1 fanno parte di una serie di azioni concepite come estensioni performative dello spettacolo Excelsior, a cui Salvo Lombardo e Chiasma hanno lavorato nel 2018, a partire da una lettura postcoloniale del Gran Ballo Excelsior. Il balletto creato nel 1881 celebrava la vittoria della Civiltà contro l’Oscurantismo. Oggi, a distanza di quasi un secolo e mezzo, cosa sopravvive nelle culture contemporanee di quella idea di modernità tesa ad addomesticare tutto ciò che è altro da sé?