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FLYING CARPET: ESITO PUBBLICO

LAVANDERIA A VAPORE - Collegno
lunedì 7 Ottobre ore 18:00

Lunedì 7 ottobre, a partire dalle ore 18, una serata interamente dedicata alle restituzioni pubbliche delle performer del progetto Flying Carpet, che concludono così la loro residenza in Lavanderia.

Ad aprire le danze, Marina Donatone con LOOK MA, NO HANDS. Lo studio nasce dal tentativo di analizzare la funzione della scelta in rapporto alla generazione del movimento. A partire dall’ascolto del peso inteso come forza motrice, il corpo che danza viene interrogato su quei processi di negoziazione tra controllo e abbandono che lo spingono a dire sì a un movimento piuttosto che a un altro. Come su una tavola da surf, dove l’accogliere il movimento dell’onda che avanza è un tutt’uno con la possibilità di governarla, i danzatori giocano con una certa “potenza fisica del fare o del non fare, del sì e del no”, modulando l’eredità di un movimento che li precede, e che pure non esisterebbe senza di loro.

coreografia Marina Donatone
danza Elisabetta Bonfà, Elisa D’Amico, Viktor Szeri
consulenza drammaturgica Gaia Clotilde Chernetich
con il supporto di Sín Arts Culture Centre (Budapest) / Workspace Ricerca X-Lavanderia a Vapore (Torino)/Da.Re. dance research (Roma)/ Fondazione Palladium (Roma) /Aula Columbus/Università Rome Tre (Roma) /ACS Abruzzo Circuito Spettacolo/Zone Libre (Teramo) /C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche (Terni, Spoleto)/ C32 performingartworkspace (Venezia) / Vera Stasi-Progetti per la Scena (Tuscania)


Alle ore 18,30, Teresa Noronha Feio propone le prime indagini di A TALE FOR THE ROOTLESS, un’azione coreografica sull’idea di archivio personale. La ricerca si basa sulla ricostruzione dell’identità di un corpo bianco occidentale, scolpendo l’immagine dell’eredità post-coloniale da esso depositata e indagandone nella coreografia la traslazione gestuale e ritmica.

di Teresa Noronha Feio
con Alessandra Bossa e Elena Cobez
sguardo esterno Francesca Cinalli


Seguono alle ore 19,15 gli estratti di KEO di Elena Sgarbossa: la performance si ispira alla storia del satellite Keo; lanciato in orbita nel 2019, il veicolo spaziale rientrerà sulla terra tra 50.000 anni conservando e restituendo messaggi scritti dagli abitanti di oggi. E se gli abitanti del domani non ci capissero? Cosa succede quando noi non capiamo noi stessi? Sopravvive la volontà di comunicare? Sopravvive lo sforzo del tentare di capire? A partire da queste domande l’autrice instaura un dialogo con il pubblico lasciando che sia proprio questo confronto a nutrire la sua danza.

di e con Elena Sgarbossa
grazie a Anna Grigiante , Ilaria Marcolin, Marco D’Agostin, Pablo Tapia Leyton, Vittoria Caneva
con il sostegno di Fondazione Romaeuropa, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena Contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Cango/Centro nazionale di produzione sui linguaggi del corpo e della danza Firenze, Gender Bender di Bologna e Fondazione CRT Centro di Ricerche Teatrali/Teatro dell’Arte, Zebra Cultural Zoo.
Vincitore di DNA appunti coreografici 2018


Alle ore 19,30 è la volta di PEDRO di Laura Gazzani, una ricerca coreografica il cui fine è la sopravvivenza alla pigrizia insita nel corpo in costante movimento. Scrive la coreografa e danzatrice: «Pedro è una parte preponderante dei miei tessuti connettivi muscolari e ossei. Pedro è il costante bisogno di lasciar depositare ogni singolo flusso che scorre nel mio corpo. Pedro è la necessità di allungarmi, di distendermi, di privarmi di peso, di sentirmi leggera, di perdere volume e sostanza mentre sento i contorni del mio corpo scivolare e fluire sulla superficie su cui si posa, diventare tutt’uno con essa. Pedro sono io sul divano, Pedro sono io sul pavimento di legno della sala prove, Pedro sono io nell’aria».

di e con Laura Gazzani
progetto di ricerca coreografica


Alle ore 20, infine, Lucia Di Pietro con lo studio LA VOCE DEI CANI, performance per 5 spettatori alla volta. La voce dei cani è il punto di vista esclusivo su una visione fantastica, un luogo per incontri ravvicinati, pochi testimoni ed identità sfocate. È un micro-universo fatto di visioni ottiche e sonore, che si svolge intorno a 5 spettatori. I cani sono le piccole divinità domestiche, i grandi saggi che, per il loro radicale attaccamento alla vita, sanno parlare di esistenza come gli esseri umani non riescono fare.

creazione e performance Lucia Di Pietro
accompagnamento drammaturgico Giuseppe Albert Montalto, Valentina Parlato
mentorship Alessandro Sciarroni
light design Giacomo Agnifili
costumi Lidia Lombardo
scenotecnica Fabio Tomaselli
video e trailer Tumulto
LA VOCE DEI CANI è prodotto in maniera indipendente da Lucia Di Pietro
con il sostegno di Indisciplinarte Terni, LaMaMa Umbria International, Spazio ZUT!, Corsia Of e Officine TSU (Teatro Stabile dell’Umbria)

LAVANDERIA A VAPORE

Corso Pastrengo, 51
Collegno, TO 10093 Italia

Biglietteria

Durata degli esiti pubblici: 20 minuti
INGRESSO GRATUITO
Per info e prenotazioni:
tibaldi@piemontedalvivo.it